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Vacanze sicilia, appartamenti


PACHINO

PUBBLICITA'

« ...Meglio è con lungo indugio e lunga volta
girar Pachino e la Trinacria tutta,
che, non ch'altro, veder quell'antro orrendo,
serntir quegli urli spaventosi e fieri
di quei cerulei suoi rabbiosi cani...
...Rademmo di Pachino i sassi alpestri,
scoprimmo Camarina, e 'l fato udimmo,
che mal per lei fôra il suo stagno asciutto... »
(Virgilio, Eneide, III-1095)

« ...E la bella Trinacria, che caliga
tra Pachino e Peloro, sopra 'l golfo
che riceve da Euro maggior briga... »
(Dante Alighieri, Paradiso, VIII-1316)

Pachino è situata nell'estremo sud est della Sicilia, a 51 chilometri da Siracusa. I comuni limitrofi sono: Noto a nord, Portopalo di Capo Passero a sud e Ispica a ovest. Posta a 65 metri sul livello del mare, nella parte sud-orientale della provincia di Siracusa, a cavallo del mar Mediterraneo e dello Ionio, ha un clima dolcissimo dall'autunno alla primavera, un cielo sempre terso nel corso dell'intero anno[2] ed un clima caldo in estate.

La neve e un fenomeno assai raro, essendo gli episodi più significativi occorsi nel gennaio 1905 e nel febbraio 1956.

Il borgo
Marzamemi è il borgo marinaro di Pachino. Il suo nome deriva dall’arabo Marsa-al-hamem, che significa "rada delle tortore", ultima frontiera dell’isola, punta estrema della Sicilia. In principio fu un villaggio arabo. Il centro di Marzamemi, con le sue architetture (tra cui le saline, la tonnara e le prime "casuzze arabe" risalgono a questo primo insediamento. L'attuale Marzamemi ha preso forma e una veste ufficiale nel 1752, quando il Principe di Villadorata fece costruire il palazzo, la loggia, la nuova tonnara e la chiesetta.

Le spiagge
Le spiagge del territorio di Pachino modellano la costa per un totale di 8 chilometri. Le più conosciute sono quelle di Lido, Cavettone e Morghella sulla costa ionica (a partire da Marzamemi verso sud), mentre sulla costa mediterranea ci sono quella di Cuffara (conosciuta anche come Carratois) e la Costa dell'Ambra, in zona Contrada Concerie, Scarpitta, Chiappa e Raneddi (Granelli), fino al porto Ulisse. Il mare, limpido e di un intenso azzurro sulla costa ionica, anche in considerazione dei fondali, è invece di colore verde smeraldo sulla costa mediterranea. Il mare, ricco di fauna ittica, è assai pescoso, il che rende la zona un importante riferimento commerciale, soprattutto per il mercato ittico catanese. La ristorazione a base di pesce e il mare assai pulito fanno della zona di Pachino un luogo turistico molto apprezzato, con un flusso di stanziali e di turisti piuttosto rilevante, anche considerando l'interesse dei surfisti per una zona che, con le sue correnti ventose, si rivela particolarmente adatta alla pratica sportiva del wind-surf.


STORIA
La storia dell'attuale Pachino ha inizio quando, nel 1734, gli Starrabba di Piazza Armerina, proprietari dei feudi Scibini e Bimmisca e, come tali, aventi il titolo baronale oltre a quello di principi di Giardinelli, decisero di risiedere sul territorio per meglio curare i loro interessi ed al fine di acquisire altresì il titolo di conte. A tal fine, i fratelli Gaetano e Vincenzo Starrabba chiesero, nel 1758, a Carlo III di Borbone e, successivamente, nel 1760, a Ferdinando I delle Due Sicilie l'autorizzazione a fondare una città (licentia populandi), decreto che fu emesso a Napoli, in data 21 luglio 1760, e che fu reso esecutivo in data 1º dicembre 1760Il promontorio di Pachino si è formato nel periodo del Cretaceo (più di 70 milioni di anni fa). Pare che il Promontorium Pachyni fosse abitato sin dalle prime epoche preistoriche, anche se di queste presenze non restano molte testimonianze: circa 10.000 anni fa fu abitata la grotta Corruggi, nella quale vennero rinvenuti moltissimi reperti archeologici, che si trovano conservati in gran parte presso il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa. Si tratta di raschiatoi, coltelli, lance, punteruoli, aghi e altri oggetti di uso quotidiano. Dalle grotte Corruggi e del Fico, durante il periodo neolitico (tra l'8000 e il 1500 a.C.), l'uomo passò a vivere nelle grotte (una delle più note di questa zona è quella di Calafarina). Successivamente, nell'età del ferro, del rame e del bronzo, fino all'arrivo dei Siculi, le abitazioni rupestri si spostarono nella vicina zona denominata "Cugni di Calafarina". Qui nacquero villaggi e necropoli, un dolmen per i defunti ed un forno sotterraneo per la lavorazione dei metalli, i cui resti, portati alla luce da Paolo Orsi, sono tuttora ben visibili e discretamente conservati. Nel 750 a.C., il territorio di Pachino fu abitato da fenici, punici e greci.

Dal 200 al 400 d.C., a dominare la zona furono i romani, che ne fecero un centro di attività commerciali e di colonizzazione. Con loro si sviluppò notevolmente l'agricoltura, e specialmente la coltivazione della vite e del frumento. Nel periodo ellenistico, furono edificati alcuni templi, di cui uno dedicato ad Apollo Libystino. Ancora oggi rimangono i resti di un tempietto votivo agreste in contrada Cugni, località nella quale furono tracciate le rotaie della via Elorina, tuttora ben visibili sulla roccia. La contrada Cugni, per l'alta concentrazione di resti antichi, risulta essere una sorta di "parco archeologico".

Dopo i romani, arrivarono i bizantini (dal 300 all'800), quindi gli arabi (dall'800 al 1090) ed, infine, i normanni. Gli arabi diedero il nome alla frazione di Marzamemi, nella quale costruirono la tonnara, rimasta funzionante fino agli anni '50, introdussero la coltivazione degli agrumi, bonificarono le campagne, completarono l'acquedotto della Torre Xibini, costruirono le saline e i pozzi Senia per l'irrigazione dei campi (tuttora funzionanti), di cui uno alle porte di Marzamemi, detto u puzzu de quattru uocchi, utilizzato nei secoli, anche a livello industriale, da popoli diversi, pirati compresi.

Il declino della città inizia con i normanni, gli aragonesi ed gli angioini. In questo periodo furono erette le fortificazioni di Torre Xibini e Torre Fano contro le invasioni piratesche dei turchi. Dal 1583 al 1714, nascono in Sicilia un centinaio di nuove terre feudali. In questo periodo si determina un sostanziale cambiamento della geografia dell'agro netino, con la fondazione, nella fascia costiera tra le tonnare di Marzamemi e Capo Passero e dei porti di Portopalo e della Marza, di Pachino e Portopalo.

MONUMENTI

Chiesa Madre SS. Crocifisso: edificata nel 1790 dal marchese Vincenzo Starrabba per la comunità cristiana, si presenta con una semplice struttura comprendente una sola navata con una cappella a destra dell’abside; vi si conservano i resti di Gaetano e Vincenzo Starrabba
Torre Scibini: fatta costruire nel 1439 dal conte Antonio de Xurtino per rimediare alle scorrerie dei pirati saraceni[3]
Tonnara di Marzamemi: risale al tempo della dominazione degli arabi in Sicilia; nel 1630, venne venduta dal proprietario al Principe di Villadorata
Palazzo e Chiesa della tonnara: edificati nel 1752
Palazzo Tasca: costruzione ottocentesca, che ospita un suggestivo cortile pavimentato con basole di pietra calcarea.

ZONE ARCHEOLOGICHE

Grotta Corruggi (paleolitico)
Fosse per la raccolta delle acque piovane (paleolitico)
Grotta del Fico (mesolitico)
Grotta Calafarina (neolitico)
Necropoli (tombe a forno), dolmen e forno (neolitico)
Basamenti di capanne (neolitico)
Tempio greco (basamento per le colonne) (III secolo)
Villaggio romano - III o IV secolo

SCRITTORI CHE MENZIONANO LA CITTA'

Molti gli storici ed i poeti che hanno scritto o cantato di Pachino:

Cicerone, nel Libro V del Contra Verrem
Ovidio, nel libro V delle Metamorfosi e nel Libro dei Fasti
Virgilio, nel libro III dell'Eneide
Polibio, nel Libro I delle Storie
Tito Livio, nel Libro XXIV della sua storia ab Urbe condita
Plinio il Vecchio, nel libro III della Naturalis Historia
Plutarco, nella Vita di Dione
Strabone, nel Libro VI della Geografia
Pausania, nel Libro V della Periegesi della Grecia
Nonno di Panopoli, nei libri II e XIII della Dionisiaca
Claudiano, nel libro I del De Raptu Proserpinae
Macrobio, nel Libro I delle Saturnaliorum Convivia
Dante Alighieri, nella Divina Commedia (Paradiso, canto VIII)
Tommaso Fazello, nella Storia di Sicilia

PACHINO ED IL CINEMA

La città di Pachino è stata più volte apprezzatissima scena per diversi set cinematografici fra cui:

"Caos" per la regia dei fratelli Taviani
Sud, del 1993, per la regia di Gabriele Salvatores
L'uomo delle stelle, del 1995, per la regia di Giuseppe Tornatore
Oltremare, del 1999, per la regia di Nello Correale
Cuore scatenato, del 2003, per la regia di Gianluca Sodaro
L'iguana, del 2004, per la regia di Catherine McGilvray
Salvatore - Questa è la vita, del 2006, per la regia di Gian Paolo Cugno

Festival del Cinema di Frontiera
Dal 2000, la città di Pachino ospita il Festival del Cinema di Frontiera, che si svolge nella piazza principale di Marzamemi, frazione di Pachino, con proiezioni di film e cortometraggi provenienti da diverse zone del mondo.

Da (http://it.wikipedia.org/wiki/Pachino)

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